Sport Walter Belfiore

IL CALCIO: QUALI SONO I DIVERSI METABOLISMI

Il calcio è uno degli sport più praticati in Europa e soprattutto in Italia. 
Coinvolge tutte le fasce d’età, mettendo in comunicazione diversi settori su molti livelli: amatoriale, dilettantistico e professionistico.
La sua pratica così conosciuta ha permesso all’interno del suo ambiente l’ingresso delle scienze applicate allo sport, questo ha portato ad un aumento delle conoscenze tradotto poi in un miglioramento della perfomance. Si è discusso da sempre fra gli addetti ai lavori quali fossero i substrati energetici utilizzati e quali fossero le loro correlazioni, la scienza ha permesso di fare chiarezza fra questi dubbi creando delle precise indicazioni fisiologiche riguardo l’utilizzo dei medesimi substrati.FISIOLOGIA
Per valutare funzionalmente un calciatore è importante considerare la modalità di utilizzazione energetica richiesta nel gioco del calcio.
Storicamente è solo dopo gli anni ‘70, grazie all’introduzione nella ricerca sportiva di tecnologie informatiche che si è potuto avere dati statistici più attendibili riferiti alla quantità e qualità di lavoro svolto durante la gara.
Riportiamo la percorrenza “media” di un calciatore durante una gara secondo alcuni Autori: m. 10.110 1 ; m. 11.195 2 ; m.9.790 3; m.10.000 4.
Il calcio è caratterizzato da movimenti di tipo “intermittente”, cioè compiuti a varie velocità intercalate da pause più o meno prolungate e abbinate a tutta una serie di atti motori specifici.
In fisiologia applicata allo sport è classificato come un’ attività con caratteristiche aerobiche-anaerobiche “alternate”, per via continua alternanza degli impegni metabolici (aerobici,anaerobici alattacidi e lattacidi) nei 90 minuti.

METABOLISMO ANAEROBICO
Abbiamo una richiesta di metabolismo alattacido, mediante utilizzo di composti fosforici ad alta energia nelle espressioni “esplosive”, e una richiesta di metabolismo lattacido mediante l’impiego di glicogeno muscolare nell’esercizio massimale prolungato.


Su 60 minuti di gioco distanza corsa pari a 10 Km, di cui 7 Km di corsa e 3 Km di marcia, dimostrano che il 14% 6 di questi sono effettuati ad altissima intensità con un progressivo accumulo lattato, il quale nel sangue è normalmente usata come indicatore della produzione di energia di origine lattacida.


Rappresenta una delle caratteristiche fondamentali del calciatore ed è una qualità di primaria importanza in quanto permette, in forma ottimale, l’esecuzione di gesti altamente specifici quali:
• scatti con altissime capacità accelerative
• decelerazioni e arresti anche bruschi
• cambi di direzione sia in fase accelerativa sia in quella lanciata
• salti per il colpo di testa o intercettazione della palla
• calci da fermo o nelle diverse fasi di corsa
• controllo della palla in movimento.

 Bibliografia
  1.  Whitehead, 1975.
  2. Withers et al., 1982.
  3. Winkler, 1983.
  4. Ekblom, 1986.
  5. Ekblom, 1986.
  6. Doufour, 1990.
AUTORE ARTICOLO: WALTER BELFIORE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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