Chinesiologia Eugenio Scibetta Medical

ARTRITE REUMATOIDE E ATTIVITÀ FISICA ADATTATA

Malattia Infiammatoria Cronica Sistemica a patogenesi autoimmunitaria che colpisce le articolazioni e determina erosioni cartilaginee ed ossee portando alla distruzione dei capi articolari
 
Epidemiologia:
  • Prevalenza 0.5-1%, Incidenza 2-4 nuovi casi/10.000 adulti per anno.
  • Femmine sono piu’ colpite dei maschi, F:M –> 4:1.
  • Piu’ frequente 40-60 anni.
Eziopatogenesi:
  • Non del tutto chiarita.

Multifattoriale:

– Predisposizione genetica (studi familiari e gemelli)
– Fattore scatenante (agente infettivo)
– Autoimmunita’: presenza nel sangue di autoanticorpi
  • Cronicizzazione del processo infiammatorio
  • Danno cartilagineo ed osseo
FISIOPATOLOGIA
Stadio I: presentazione dell’antigene ai linfociti T – assenza di sintomatologia.
 
Stadio II: inizio e perpetuazione della risposta infiammatoria,   proliferazione linfociti T e B, neoangiogenesi sinoviale, rilascio di citochine. 
 
Stadio III: rilascio dei mediatori solubili della flogosi, migrazione leucocitaria, proliferazione della membrana sinoviale – dolore articolare, tumefazione articolare, rigidità articolare mattutina.
 
Stadio IV: sintomi analoghi allo stadio III, osteoporosi iuxtaarticolare (Rx), panno sinoviale (Ecografia, RMN).
 
Stadio V: erosione della cartilagine e dell’osso subcondrale, proliferazione sinoviale, alterazione dell’architettura articolare – dolore, tumefazione, instabilità articolare, contratture muscolari, complicanze extraarticolari, erosioni e riduzione dell’interlinea articolare (Rx). 
 
 
Clinica: 
Modalita’ di esorordio: Poliarticolare simmetrico
 
Puo essere anche:
  • Mono-oligoarticolare
  • Palindromico (episodica-recidivante)
  • Polimialgico (cingoli scapolare e pelvico)
  • Sistemico
 

Sintomi sistemici:
  • Scarsa resistenza allo sforzo
  • Perdita di peso
  • Mialgie
  • Sudorazione eccessiva
  • Febbricola
  • Rigidità mattutina
  • Linfoadenopatie
 
Clinica:
  • Poliartrite simmetrica e aggiuntiva, andamento centripeto
  • Rigidita’ articolare > 1 h
  • Dolore, rossore, tumefazione, impotenza funzionale
 
Clinica nelle fasi avanzate:
  • Deviazione ulnare delle dita “a colpo di vento”, tumefazione MCF, lussazione falangi prossimali sulle ossa MC
  • Sublussazione MCF sul carpo “Gobba di dromedario” 
  • Associata a sublussazione delle falangi prossimali sulle MCF “Gobba di cammello” 
  • Pollice “a Zeta” iperflessione I MCF e iperstensione I IF

Esami bioumorali:

  • Aumento degli indici di flogosi: VES, PCR
  • Positivita’ del Fattore reumatoide 70-75%
  • Positivita’ anticorpi anti-CCP 80%
  • Positivita’ ANA 20%
  • Ipergammaglobulinemia
  • Moderata anemia 
  • Trombocitosi (aumento piastrine)
 
Esami strumetali:
  • Radiografia: 
– Tumefazioni dei tessuti molli 
– Osteoporosi iuxtarticolare
Erosioni marginali 
– Deformità articolari
  • Ecografia articolare: membrana sinoviale, tendini
  • RMN: membrana sinoviale, legamenti, erosioni precoci
  • TC: osso
 
 
Diagnosi: Criteri ACR (1987)
  1.  Rigidità mattutina almeno 1h
  2. Tumefazione di 3 o piu’ articolazioni
  3. Tumefazione delle articolazioni delle mani
  4. Tumefazione simmetrica
  5.  Noduli reumatoidi
  6.  Positivita’ fattore reumatoide
  7.  Erosioni articolari rilevate con radiolografia
 —> Presenza di almeno 4 dei 7 criteri. Criteri dall’1 al 4 presenti da almeno 6 settimane
 
Nuovi Criteri Classificativi dell’AR: calcolo del punteggio A-D > 6/10

  • A: 1 grande articolazione                                        0
    2-10 grandi articolazioni                                             1
    1-3 piccole articolazioni                                              2
    4-10 piccole articolazioni                                            3
    >10 articolazioni (almeno 1 piccola)                            5
  • B: FR Neg e ACPA neg                                             0
        FR basso titolo o ACPA basso titolo                          2
        FR alto titolo o ACPA alto titolo                                3
  • C: PCR e VES normali                                              0
       PCR o VES elevate                                                  1
  • D: <6 settimane                                                     0
       >6 settimane                                                          1
 

Diagnosi differenziale:
  • Artriti Sieronegative 
  • Spondilite Anchilosante
  • Artriti Reattive
  • Connettiviti
  • Artriti microcristalli
  • Osteoartrosi
 
Prognosi:
  • Aumentata invalidita’, moribidita’ e mortalita’
  • Aumento malattie cardiovascolari e neoplasie
  • Infezioni
  • Tossicita’ da farmaci
 
Terapia: 
  • FANS
  • Corticosteroidi sintomatici
 
  • Immunosopressori -DMARDs- disease modifying antirheumatic drugs
  • Farmaci Biologici
 
Terapia fisica:
  • Crioterapia: freddo effetto analgesico
  • Elettroterapia TENS (stimolazione nervosa elettrica transcutanea)
  • Correnti diadinamiche: riduzione della sensazione del dolore per mezzo di correnti che interferiscono con la funzionalita’ dei nocicettori
  • Ionoforesi trasporto e penetrazione transcutanea di farmaci. La penetrazione resta in superfice ed e’ di breve durata. Flogosi superficiali
 
Terapia riabilitativa: prevenire deformita’ articolari, mantenere la funzione articolare e il trofismo muscolare
  • Correzione posturale
  • Massoterapia: aumento tono vasale e deflusso venoso e linfatico, effetto decontratturante e azione analgesica per stimolazione delle terminazioni nervose
  • Chinesiterapia: esercizi articolari attivi e passivi
 
NON NELLE FASI INFIAMMATORIE OVVERO QUANDO C’E’ L’ARTRITE IN ATTO
 
 
    Esercizio fisico nell’Artrite Reumatoide

Esercizio dipende dalla fase di malattia:

Fase acuta: esercizi isometrici e di streching per mantenere tono e trofismo muscolare ed impedire la comparsa di atteggiamenti viziati. Attenta valutazione medica per evitare lesioni invalidanti.

Fase subacuta: mobilizzazione passiva per evitare la rigidità articolare (senza forzare).

Fase di remissione: mobilizzazione attiva con o senza resistenza per rinforzare ed equilibrare l’apparato muscolo-tendineo, non deve provocare dolore. 
 
Protocolli di esercizi per la mano -> miglioramento della forza
Esercizio deve adattarsi alle caratteristiche del paziente, interrotto se compare dolore.
Conoscenza della patologia, contatto con reumatologo che verifica i risultati e controlla la terapia
Esercizio integrato con metodiche riabilitative, economia articolare e costruzioni di ortesi. 
 
Attività aerobiche a basso impatto:
  • Miglioramento affaticabilità
  • Riduzione del dolore
  • Deambulazione
  • Ansia, depressione
  • Capacità aerobica
  • No peggioramento attività di malattia
  • No influenza su forza muscolare e grado di movimento articolare
 
Attività aerobiche a medio ed alto impatto:
  • Riduzione dolore 
  • Miglioramento forza fisica e forma muscolare arti superiori ed inferiori
  • Miglioramento generale funzionalità fisica 
  • No peggioramento attività di malattia
 
Studi su esercizi dinamici e isometrici:
  • Miglioramento forza muscolare, resistenza
Esercizi di resistenza /potenza:
  • Miglioramento forza muscolare
  • Miglioramento della mobilità articolare
  • Miglioramento della qualità della vita
  • Alcuni lavori riportano miglioramento attività di malattia
 
Cosa fare:
  • Non sono presenti sufficienti studi che hanno valutato la sicurezza dei trattamenti ad alta intensità  sulla progressione del danno articolare, e che hanno stabilito la durata e le metodiche più adatte. 
  • Pertanto vengono ancora consigliati gli esercizi a bassa intensità soprattutto durante le fasi di attività di malattia.
 
 
Referenze
  • Paola Conigliaro Ricercatore  U.O.C. di Reumatologia Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; LAUREA SPECIALISTICA in  SCIENZE e TECNICHE delle ATTIVITÀ MOTORIE PREVENTIVE e ADATTATE Corso di Reumatologia.
     
Author: Dott. Eugenio Isidoro Scibetta Co-Founder & Admin Scienze Salute e Benessere
 

 

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