Giuseppe Argenziano Psicologia

STRESS ED ETA’ GIOVANILE

Lo stress è una reazione naturale alle circostanze più difficili. A livelli normali, è salutare e persino utile, ma se è eccessivo, può comportare effetti negativi sulla salute fisica, mentale, emotiva e sulla vita sociale. Iniziamo analizzandolo nella sua eccezione del termine e nelle cause che esso provoca.
Lo stress è una risposta psicofisica a compiti anche molto diversi tra loro, di natura emotiva, cognitiva o sociale, che la persona percepisce come eccessivi. Fu Selye il primo a parlare di stress, definendolo come una
“risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso”
 (Selye, 1976).

In base alla durata dell’evento stressante è possibile distinguere due categorie di stress: se lo stimolo si verifica una volta sola e ha una durata limitata si parla di ‘stress acuto’, se invece la fonte di stress permane nel tempo si utilizza l’espressione ‘stress cronico’. Lo stress cronico propriamente detto dura a lungo, investe diverse sfere di vita e costituisce un ostacolo al perseguimento degli obiettivi personali. Si definisce, infine, ‘stress cronico intermittente’ un quadro di attivazione da stress che si presenta ad intervalli regolari, con una durata limitata e un buon livello di prevedibilità. Accanto alla distinzione sulla base della durata è possibile individuare due categorie sulla base della natura degli eventi stressanti. In molti casi gli stressor sono nocivi e possono portare ad un abbassamento delle difese immunitarie – si parla quindi didistress. In altri casi, invece, gli stressorsono benefici, poiché favoriscono una maggior vitalità dell’organismo – si utilizza in questo caso l’espressione eustress.

Lo stress è una risposta psicofisica che l’organismo mette in atto in risposta a compiti che sono valutati dall’individuo come eccessivi: questo significa che un evento stressante per qualcuno potrebbe non esserlo per altri e che uno stesso evento in fasi di vita diverse può risultare più o meno stressante. È tuttavia utile individuare alcuni fattori che risultano tipicamente stressanti per la maggior parte delle persone. Molti dei grandi eventi della vita possono risultare stressanti, sia eventi piacevoli come il matrimonio, la nascita di un figlio o un nuovo lavoro, sia quelli spiacevoli come la morte di una persona cara, una separazione o il pensionamento. Accanto a questi eventi possiamo identificare come fonti frequenti di stress alcuni fattori fisici: il freddo o il caldo intensi, l’abuso di alcol o il fumo, ma anche serie limitazioni nei movimenti. Esistono inoltre fattori ambientali che ci espongono al rischio di stress, pensiamo ad esempio alla mancanza di un’abitazione, agli ambienti molto rumorosi, a livelli di inquinamento elevati. Ricordiamo, infine, le malattie organiche e gli eventi straordinari quali i cataclismi.
Ci capita spesso di dire che siamo ‘stressati’ ma non tutti i sintomi sono facili da individuare e possiamo sottovalutare il problema. Pur essendo difficile fornire un elenco esaustivo di tutti i sintomi dello stress, è utile individuare i più frequenti. Si individuano quattro categorie di sintomi da stress:

sintomi fisici: mal di testa, mal di schiena, indigestione, tensione nel collo e nelle spalle, dolore allo stomaco, tachicardia, sudorazione delle mani, extrasistole, agitazione, problemi di sonno, stanchezza, capogiri, perdita di appetito, problemi sessuali, fischi alle orecchie;
sintomi comportamentali: digrignare i denti, alimentazione compulsiva, più frequente assunzione di alcolici, atteggiamento critico verso gli altri, comportamenti prepotenti, difficoltà a portare a termine i compiti;
sintomi emozionali: tensione, rabbia, nervosismo, ansia, pianto frequente, infelicità, senso di impotenza, predisposizione ad agitarsi o sentirsi sconvolti;
sintomi cognitivi: difficoltà a pensare in maniera chiara, problemi nella presa di decisione, distrazione, preoccupazione costante, perdita del senso dell’umorismo, mancanza di creatività.

Nelle famiglie con figli per esempio si ricomincia prepotentemente a utilizzarla con l’inizio della scuola: il ragazzo è troppo stressato dai compiti, impegni extra-scolastici e dagli insegnanti. Che hanno troppe richieste, pretese. Se dunque esiste un momento appropriato per parlare dello stress dei teenager, è probabilmente questo.

Così lo stress può colpire chiunque si senta sopraffatto e i bambini non fanno eccezione.
L’
ansia da separazione nei bambini in età prescolare, ad esempio, è ormai ben conosciuta. Crescendo, le pressioni sociali o meglio le difficoltà e gli sforzi del cercare di adattarsi sono grosse fonti di stress.
Molti ragazzi, ad esempio, sono troppo impegnati per avere il tempo di giocare, sviluppare la propria creatività o rilassarsi dopo la scuola. Meglio prestare attenzione ai bambini che si lamentano delle troppe cose da fare o che ne rifiutano qualcuna, e controllare che non siano sovraccarichi. Se non è possibile alleggerire i carichi, l’attenzione e il dialogo aperto possono consentire ai bambini di apprendere come organizzare il proprio tempo e vincere lo stress.
Anche i problemi familiari sono causa di stress. Problemi legati al lavoro dei genitori, al bilancio familiare o preoccupazioni sulla salute, sono tutti temi che andrebbero trattati senza la presenza dei bambini ed evitando il più possibile di farsi vedere ansiosi o preoccupati in loro presenza.
Una notevole fonte di tensione è la televisione e, nell’era di internet, la facilità di accesso alle informazioni di cui godono i più piccoli. I bambini che vedono immagini inquietanti in tv o sentono parlare di disastri naturali, guerra e terrorismo, possono preoccuparsi per la propria sicurezza e quella delle persone che amano. Anche in questo caso, il controllo, oltre alle eventuali rassicurazioni, è fondamentale per evitare il rischio di ansie.
Nei bambini lo stress si manifesta, in genere, attraverso cambiamenti nel comportamento. Modifiche comuni sono quelle che vanno a incidere sul carattere; i bambini diventano facilmente irritabili o lunatici, o assumono atteggiamenti di rifiuto con lamenti e pianti, ad esempio nei confronti della scuola, a volte anche con reazioni sproporzionate. Ai cambiamenti caratteriali si associano variazioni in più o in meno del sonno o atteggiamenti controversi nei confronti del cibo, che può essere rifiutato o consumato in modo esagerato.
Nel caso dei giovani adolescenti, sono frequenti i casi in cui lo stress si esprime attraverso il rifiuto e l’ostilità verso la famiglia.
Lo stress può anche apparire con sintomi di tipo fisico, come mal di stomaco o mal di testa, di cui non si riesce a individuare un’origine organica. È necessario prestare attenzione alle sintomatologie dolorose, soprattutto se queste aumentano in particolari situazioni: il classico compito in classe, ad esempio, ma anche una prova sportiva importante.

Come si può aiutare a ridurre l’ansia del bambino e lo stress? Ecco i principali consigli degli esperti:
  1. Incoraggiare il bambino ad affrontare le sue paure. Evitare le situazioni ansiogene mantiene l’ansia. Al contrario, se un bambino affronta i suoi timori imparerà che l’ansia si riduce naturalmente dopo poco tempo, perché l’organismo mette in atto meccanismi appropriati per ridurla.
  2. Non bisogna essere perfetti. Non spingete sempre al massimo il vostro piccolo. A scuola, facendo sport o in famiglia, le prove vanno affrontate sapendo che si può anche sbagliare, senza che questo sia vissuto come un evento catastrofico.
  3. Concentrarsi sugli aspetti positivi. Spesso i bambini ansiosi e stressati possono perdersi in pensieri negativi e nell’eccessiva autocritica. È necessario concentrare le attenzioni sugli aspetti positivi e cogliere sempre le parti migliori.
  4. Gioco e relax. I bambini hanno bisogno di tempo per rilassarsi e giocare in compagnia. Non bisogna sovraccaricarli di attività, pur positive come lo sport, soprattutto se generano competizione con la relativa ansia da prestazione.
  5. L’approccio comportamentale di genitori e parenti. Il vostro bambino si comporterà come vede fare in casa da genitori e parenti. Sarà ansioso e spaventato, se in famiglia respirerà questo clima, sciatto o ben curato, se vedrà i genitori trasandati o ben curati, allegro o immusonito in base all’umore prevalente dei familiari, e così via.
  6. Gratificare i comportamenti positivi. Non abbiate mai paura di premiare i comportamenti positivi del bambino. La gratificazione è molto importante perché aumenta le motivazioni per affrontare i passi successivi. Anche un piccolo passo, nell’affrontare le proprie paure, va premiato.
  7. Incoraggiare una buona igiene del sonno. Dormire il tempo necessario e con un sonno di buona qualità è molto importante per garantire l’equilibrio psico fisico.
  8. Incoraggiare il bambino a esprimere la sua ansia. Non minimizzate le preoccupazioni espresse dal bambino. Al contrario, prendetele seriamente e incoraggiatelo a parlarne. Siate, anche in queste occasioni un punto di riferimento, positivo e tranquillizzante.
  9. Aiutate vostro figlio a risolvere i problemi. Dopo aver ascoltato ciò che il bambino ha da dire, aiutatelo a risolvere i suoi problemi. Questo non significa risolvere il problema per il vostro bambino. Significa aiutarlo a individuare possibili soluzioni.
  10. Mantenere la calma. Le reazioni dei bambini sono figlie di quelle dei loro genitori, quindi se si vuole ridurre l’ansia del bambino, è necessario gestire la propria ansia. Questo può significare, ad esempio, rallentare il ritmo delle parole, non gesticolare in modo frenetico e fare di tutto per mostrare al bambino che siete calmi e sapete cosa fare.
Referenze


AUTORE: GIUSEPPE ARGENZIANO Freelance di Scienze Salute e Benessere
Giuseppe

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