Mirko Barbero Sport

GOAL SETTING PER IL CALCIATORE: COME DEFINIRE GLI OBIETTIVI EFFICACI E PIANIFICARE LA STAGIONE (PARTE 1)

 9 componenti fondamentali che devono far parte del tuo obiettivo

Ti poni obiettivi specifici?

Pianifichi la tua stagione in base ai risultati che vuoi ottenere?
Ti fermi a valutare i tuoi progressi?
 
Gli obbiettivi hanno un forte impatto sulla performance.
Sono in grado di stimolare attività, impegno, persistenza e motivazione.
Molti calciatori non si pongono obbiettivi specifici o se li pongono nel modo sbagliato.
La maggior parte degli obbiettivi individuali sono mirati ad un grande risultato finale.
Come guadagnare di più nella stagione successiva, salire di categoria o consolidarsi in un club, senza tenere conto e definire con precisione come raggiungere questi risultati.
 
Ma è questa la maniera corretta di porsi un obiettivo?
Forse no.
 
Focalizzarsi sulla prestazione è molto più efficace nella definizione di un obbiettivo.
Un conto è definire cosa vogliamo ottenere, un altro è come ottenerlo.
Dovremmo definire piccoli risultati intermedi e le azioni da completare per raggiungerli che, sommati, portano al raggiungimento del grande obbiettivo, oltre ad individuare il grande risultato da ottenere.
 
Obiettivi di risultato, sono importanti per mantenere alte motivazione e concentrazione.
Obiettivi di prestazione, lo sono per rimanere costanti nell’allenamento, per migliorarsi e per monitorare i risultati ottenuti, in quanto sono più a breve termine e sotto il nostro controllo.
 
La definizione degli obbiettivi ha un’influenza positiva sul miglioramento delle abilità e della fiducia in sé stessi e permette una valutazione precisa delle prestazioni.
Partendo dal presupposto che ci sono molti atleti che riescono ad essere altamente performanti anche ponendosi obbiettivi del tipo “fai-del-tuo-meglio” o senza definirne alcuno, la definizione degli obbiettivi è una strategia che permette a chi vuole migliorare la propria carriera e che non ha mai definito in modo efficace degli obbiettivi, di sperimentare una tecnica che può migliorare e monitorare la propria crescita e le proprie prestazioni.
Il goal setting è una strategia di definizione degli obbiettivi che cerca di delinearne particolari caratteristiche.
 
In particolare, un obbiettivo deve essere:
 
1) Specifico.
La chiarezza è una caratteristica fondamentale di un obbiettivo.
Ti sarà capitato di porti come unico scopo quello di “fare bene”, senza avere un’idea precisa e oggettiva di cosa significhi.
E’ un metro di valutazione troppo generico e soggettivo, che può creare solo confusione nella tua testa.
Quindi, sii molto specifico.
Esempi di obbiettivi specifici sono: fare dieci gol, recuperare cinque palloni, giocare venti partite.
 
2) Stimolante.
Un obbiettivo deve creare entusiasmo ed emozionarti.
Ogni volta che pensi al tuo obbiettivo devi essere spinto da una forza interiore che ti sprona a fare più di quello che hai fatto fino a quel momento, ad allenarti di più e a fare sempre meglio.
Tutto ciò che fai, lo fai meglio se sei spinto dalle emozioni, e non solo dalla tua mente razionale.
 
3) Positivo.
Il tuo obbiettivo deve essere formulato in termini positivi.
Deve essere orientato a “fare” e non ad evitare qualcosa.
La nostra mente non riconosce la negazione: a cosa pensi se ti chiedessi di non pensare ad un elefantino rosa?
Ecco.
Focalizzarsi su cosa non vuoi raggiungere ti porterà inconsciamente a pensare a ciò che vuoi evitare, invece che concentrarti su cosa vuoi raggiungere.
 
4) Deve avere una scadenza precisa.
Non darti una scadenza esatta ti può portare a non raggiungere il tuo obbiettivo per molto tempo.
Così facendo, continuerai a comportarti sempre allo stesso modo, senza modificare il tuo percorso verso il risultato che desideri.
Dare una scadenza precisa all’obbiettivo serve a mantenere alta la motivazione nel percorso per raggiungerlo.
Crea una pressione positiva che ti spinge a non procrastinare e a fare del tuo meglio nel momento presente.
Inoltre, una volta raggiunta la scadenza, in caso di raggiungimento di un risultato indesiderato, ti permette di valutare il lavoro fatto, riproporti subito nuovi obbiettivi e correggere azioni e comportamenti che non ti hanno portato al risultato sperato.
Quindi: stabilisci giorno, mese e anno di scadenza del tuo obbiettivo.
 
5) Difficile.
Porti obbiettivi di facile raggiungimento risulterà inutile e poco stimolante.
Obbiettivi di facile riuscita provocano perdita di entusiasmo e motivazione, in quanto non stimolano a sforzarti.
Sai che il risultato da ottenere è alla tua portata con il minimo sforzo.
Obbiettivi sfidanti, invece, hanno un maggior effetto stimolante e per raggiungerli sei costretto a dare il meglio di te e superare i tuoi limiti.
 
6) Raggiungibile.
Allo stesso modo, un obbiettivo troppo difficile ti può portare all’esaurimento di energie mentali e fisiche, con conseguenti possibili stati di depressione e perdita di motivazioni.
Quando ti rendi conto che l’obbiettivo è troppo complicato, tiri i remi in barca e tendi a ridurre gli sforzi fatti fino a quel momento.
E’ meglio procedere per step e porsi obbiettivi raggiungibili.
Una volta raggiunti, alza l’asticella.
Punta in alto, ma non troppo.
 
7) Misurabile.
L’obbiettivo deve poter essere misurato e monitorato nel tempo.
A questo scopo è molto utile la scomposizione dell’obbiettivo in sotto-obbiettivi a breve termine, che, ad esempio, possono avere scadenza semestrale, trimestrale, mensile, settimanale o quotidiana.
Il raggiungimento di sotto-obbiettivi permette di mantenerti concentrato nel lavoro, avere alte motivazioni e monitorare il tuo percorso.
Inoltre un obbiettivo è misurabile in presenza di feedback, che permettono di valutare il percorso verso il risultato desiderato.
Pianifica step periodici in cui valuti il raggiungimento di sotto-obbiettivi e portare eventuali modifiche al lavoro che stai facendo.
 
8) In linea con gli obbiettivi di squadra.
Fai parte di un gruppo e i tuoi risultati dipendono molto anche dalle prestazioni della squadra.
Per questo motivo, il tuo obbiettivo deve essere coerente con gli obbiettivi e le possibilità della squadra in cui giochi.
E’ molto difficile avere l’obbiettivo di segnare 20 gol in una squadra che ne segna al massimo 30 in una stagione.
O fare 10 cross a partita in una squadra che non ha attaccanti bravi nel gioco aereo, ha un gioco che non sfrutta le fasce e predilige le incursioni centrali.
Il tuo obbiettivo deve portare grandi benefici individuali e alla squadra.
 
9) Condiviso con l’allenatore.
E’ importante che l’allenatore sia a conoscenza dei tuoi obbiettivi personali e che li condivida.
L’allenatore conosce la condizione in cui ti trovi e ha le competenze tecniche per giudicare se l’obbiettivo che ti sei posto è adatto alle tue qualità e alla situazione che vivrai in quella stagione.
Inoltre, apprezzerà il fatto che tu condivida con lui i tuoi desideri, avrà una maggiore propensione a fornirti feedback utili e può aiutarti nel lavoro che andrai a svolgere per raggiungere il tuo obbiettivo.
A qualsiasi allenatore piace avere giocatori determinati e vogliosi di migliorarsi.
A inizio stagione parla col tuo allenatore e condividi con lui il tuo obbiettivo.
Ecco un esempio di definizione di un obbiettivo efficace:
“Fare 20 presenze da titolare in questa stagione”
 
Analizziamone le caratteristiche:
E’ specifico, perché non è generico, ma indica precisamente il numero di presenze che vogliamo fare e che queste devono essere da titolare.
E’ stimolante, perché genera entusiasmo in quanto sai che, una volta giocate le 20 presenze da titolare, sarai soddisfatto di te stesso e avrai raggiunto un gran risultato.
E’ positivo, perché è orientato a raggiungere un risultato e non a evitare qualcosa.
E’ difficile, se l’anno precedente non hai raggiunto questa meta, ma ad esempio hai giocato tante partite di cui solo una parte da titolare o non hai fatto 20 presenze da titolare.
Oppure, se hai raggiunto questo risultato anche in precedenza e il fatto di ripeterti lo reputi un gran risultato.
E’ raggiungibile se le condizioni in cui ti trovi ti permettono di poter arrivare a giocare 20 presenze da titolare.
Se sei in concorrenza con un giocatore ritenuto molto importante dall’allenatore e a cui difficilmente riuscirai a prendere il posto, sarà molto difficile che tu raggiunga il tuo obbiettivo (ma non impossibile!).
Così come il tuo obiettivo sarà irraggiungibile se sei fuori rosa o ti infortuni e sei costretto a saltare diverse partite.
E’ misurabile perché il percorso intermedio e il raggiungimento del risultato finale sono valutabili periodicamente.
Durante la stagione sei in grado di valutare quante presenze da titolare stai facendo e, ad esempio a fine girone di andata, puoi valutare il tuo percorso ed eventualmente modificare l’obbiettivo.
Se a metà campionato hai giocato solo 5 partite da titolare, sarà difficile riuscire a farne 20.
Meglio correggere il tiro e puntare ad esempio a 15.
Se invece sei arrivato a farne 15, puoi alzare l’asticella e puntare a farne 25.
E’ in linea con gli obiettivi di squadra,perché giocare 20 partite da titolare significa avere un alto rendimento ed essere funzionale alle prestazioni della squadra.
Più giochi titolare più l’allenatore ti reputa utile al raggiungimento degli obiettivi collettivi.
E’ condiviso con l’allenatore se ne hai parlato con lui ad inizio campionato e questo ritiene che sia coerente con le tue qualità e la situazione.
 
Ecco altri esempi di obiettivi ben definiti:
“Fare 5 gol nelle prossime 10 gare”
“Recuperare 5 palloni a partita”
“Fare 30 presenze in questa stagione”
“Guadagnare più soldi nella prossima stagione”
“Salire di categoria entro due anni da oggi”
“Esordire in nazionale entro 5 anni da oggi”

Gli argomenti qui trattati, sono frutto di esperienze personali, divulgati per amore della scienza nello sport e della condivisione con gli utenti

AUTORE: MISTER MIRKO BARBERO

– Allenatore Uefa B rilasciato da figc.
– Percorso laurea triennale in scienze motorie presso Uni Roma 5.
–  Allenatore calcio presso Acquila Montevarchi 2016-2017.
– Assistente allenatore di calcio presso F.C Valdarno, categoria esordienti 2017-2018.
– Calciatore semi- professionista 2009-2020, con nascita nel settore giovanile A.C.F Fiorentina.
– Attualmente Allenatore di calcio U9-U13 presso Juventus Academy Melbourne Brimbank Stallions FC.
 
 
 





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