Chinesiologia Eugenio Scibetta Fisioterapia Medical

GLOSSARIO DI TRAUMATOLOGIA

Anchilosi:abolizione dei movimenti di un’articolazione.

Contusione: lesione traumatica prodotta dalla violenta compressione di un agente esterno sulla superficie del corpo, oppure dall’urto del corpo spinto, ad una certa velocità, contro uno ostacolo.


Ecchimosi: stravaso ematico modesto per soluzione di continuo dei vasi nel tessuto sottocutaneo.


Ematoma: stravaso ematico imponente con infiltrazione dei tessuti e tendenza a raccogliersi in cavità accidentali.


Displasia: alterata differenziazione cellulare seguita da una anomala formazione di organi e tessuti.


Distrazione*: distensione brusca di un tessuto muscolare, tendineo o legamentoso spesso accompagnata da parziale lacerazione.


Distorsione: trauma articolare con perdita momentanea dei normali rapporti articolari. 


Lussazione: trauma articolare con perdita totale e permanente dei normali rapporti articolari.


Neoplasia: lo stesso che neoformazione: formazione spesso patologica di nuovi tessuti (cicatriziale, neoplastico ecc.)


Sublussazione: trauma articolare con perdita parziale e permanente dei normali rapporti articolari. 


Frattura: interruzione di un segmento dello scheletro.


Pseudoartrosi: mancata consolidazione di una frattura.


Rachitismo: è un’affezione caratteristica della prima infanzia; la carenza della vitamina D porta ad alterazione della fissazione del calcio e del fosforo, pregiudicando in tal modo l’accrescimento soprattutto a livello metaepifisario (allargamento delle cartilagini di coniugazione) e favorendo l’instaurarsi di deformità a carico delle ossa lunghe.


Osteomalacia: indicata anche come rachitismo dell’adulto, è causata da stati carenziali di vitamina D. Si manifesta con una ridotta calcificazione dell’osso che diventa molle, flessibile e causa di sintomatologie dolorose.


Osteoporosi: riduzione diffusa o localizzata del tessuto osseo. La riduzione è a carico sia della componente organica che inorganica.


Valgismo: deformità di un segmento di un arto quando il suo asse devia in fuori rispetto alla linea normale

Varismo: deformità di un segmento di un arto quando il suo asse devia in dentro rispetto alla linea normale 


Lesioni Muscolari:

Classificazione delle lesioni da trauma diretto

Le lesioni muscolari da trauma diretto sono di natura contusiva. Sotto il profilo anatomo-patologico comunque, la rottura muscolare prodotta da tali traumi non differisce sostanzialmente da una lesione muscolare dovuta a cause entrinseche. Dal punto di vista funzionale in pratica, la contrazione muscolare conseguente al trauma è causa di una limitazione articolare, legata ad una estensibilità muscolare ridotta, Si classificano le lesioni muscolari da trauma diretto, in tre gradi, secondo la gravità, indicata dall’arco di movimento effettuabile (Reid 1992):
  • lesione muscolare di grado lieve: è consentita oltre la metà dello spettro di movimento;
  • lesione muscolare di grado moderato: è concessa meno della metà, ma più di 1/3 dello spettro di movimento
  • lesione muscolare di grado severo: è permesso uno spettro di movimento inferiore ad 1/3

Classificazione delle lesioni da trauma indiretto

  • Contrattura
  • Elongazione
  • Stiramento
  • Distrazione*
  • Strappo
  • Rottura
  • Lacerazione
Tali termini si riferiscono, a diversi gradi di gravità, riconducibili alle diverse manifestazioni cliniche e anatomo-patologiche della lesione.
Contrattura:  forma più benigna dove non si evidenziano lesioni anatomiche. Si presenta con un dolore muscolare durante o più spesso a distanza dall’attività sportiva, con una latenza variabile (dopo qualche ora o il giorno dopo), non ben localizzato, dovuto ad una contrazione tetanica mantenuta imputabile ad uno stato di affaticamento muscolare.
Stiramento: si manifesta con dolore acuto, spesso ben localizzato, durante il gesto atletico. L’atleta è costretto ad interrompere l’attività,anche se molto spesso non si manifesta istantaneamente un’impotenza funzionale.Anatomo-patologicamente non si presentano interuzzioni delle fibrille rilevanti, sono però evidenti delle alterazioni biochimiche che possono essere riconosciute come modificazioni intracitoplasmatiche, disorganizzazione delle miofibrille, possibili lesioni sub microscopiche a livello del sarcomero e mitocondriali.
Strappo: il soggetto avverte dolore acuto, violento durante il gesto atletico, attribuibile ad una reale lesione anatomica con lacerazione di un numero variabile di miofibrille.? Come conseguenza dello strappo muscolare avremo sempre un ematoma,più o meno importante in base al numero di miofibrille interessate e all’integrità o meno delle fasce. Sulla base di queste considerazioni l’entità del danno viene distinta su una scala di tre gradi:
  • strappo di I grado: danno irreversibile di qualche fibra muscolare all’interno di un fascio, ma non dell’intero fascio
  • strappo di Il grado: rottura di uno o più fasci muscolari,disorganizzazione del tessuto connettivale ed ematoma intramuscolare
  • strappo di III grado: rottura muscolare,parziale o totale con stravaso ematico diffuso intra o extra fasciale.
 
 
Author: Dott. Eugenio Isidoro Scibetta Co-Founder & Admin Scienze Salute e Benessere
 


Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/strappo-muscolare.html

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/contrattura-muscolare.html

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/stiramento-muscolare.html#1

Testo consigliato !

Manuale di ortopedia e traumatologia

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