Chinesiologia Eugenio Scibetta Medical

PRESCRIZIONE DELL’ ESERCIZIO FISICO NELLA TERZA ETÁ

La nostra società presenta una situazione in cui il tasso di natalità è zero e l’età media si sta alzando notevolmente, con una percentuale di popolazione maggiore, che fa parte della terza età.
Vari studi, hanno dimostrato che l’attività fisica è un’ottimo mezzo per rallentare e rendere meno problematico il processo d’invecchiamento.
Un moderato allenamento, protratto per tutta l’esistenza della persona e mirato a migliorare alcune patologie, può allungare leggermente la vita e migliorarne le qualità.

Il compito del Chinesiologo è quello di educare l’anziano all’allenamento, seguendo sempre due aspetti fondamentali:

  • Collaborare con un medico che valuta la salute.
  •  Proporre un piano di allenamento più personalizzato possibile.
 
APPARATO RESPIRATORIO
Con il passare del tempo, l’apparato respiratorio va incontro a diversi tipi di problemi:
  • Indurimento dei vasi sanguigni e diminuzione del numero di capillari che irrorano i polmoni.
  • Perdita di funzionalità da parte dei muscoli respiratori, diminuzione dell’articolarità condro-costale.
  • Minor elasticità tissutale dei polmoni, con conseguente perdita della giusta meccanica respiratoria.
La conseguenza che le precedenti cause scatenano è:
  • Respirazione affannosa.
  • Decremento della capacità vitale.
  • Riduzione del volume di riserva respiratoria ed inspiratoria.
  • Aumento dello spazio morto e del volume residuo.
Il Vo2max calerà, di conseguenza un piccolo sforzo corrisponderà a un grande impegno dell’apparato respiratorio.
 
Importante sarà lavorare con esercizi di streching per la mobilità articolare, ginnastica respiratoria, rinforzo muscolare del core e una buona attività cardiovascolare.
 
SISTEMA SCHELETRICO
Il sistema scheletrico va incontro a vari fenomeni degenerativi, dalla demineralizzazione ossea, che porta all’osteoporosi, artrosi e malattie reumatiche.
La sollecitazione ossea con carico, riesce a diminuire le perdite di minerali, mantenendo una discreta densità.
Gli stimoli da poter apportare sono molto semplici:
  • Camminare.
  • Esercitazioni con attrezzature ”anisotoniche”.
  • Attività di tipo Aerobico.
  • Utilizzo di pedane vibranti.
 
 

SISTEMA NERVOSO
I neuroni che compongono il sistema nervoso centrale, con il tempo calano di funzionalità e numero.
Le cause possono essere di tipo fisiologico o patologico, con il conseguente rallentamento delle funzioni psico-motorie.
L’esercizio fa si che più sangue arrivi al cervello, favorendo il passaggio di neurotrasmettitori nella barriera ematoencefalica e stimolazioni propriocettive importanti.
 
SISTEMA ENDOCRINO E IMMUNITARIO
Con il progredire degli anni, le secrezioni ormonali subiscono delle notevoli variazioni. I fenomeni a cui maggiormente assistiamo sono calo degli ormoni ”buoni”.
  • GH
  • TESTOSTERONE
  • DHEA
  • TSH,FT3,FT4
Ed aumento degli ormoni dello stress come il Cortisolo.
 
APPARATO CIRCOLATORIO
Studi recenti hanno evidenziato che persone anziane allenate rispetto a coetanei non allenati, presentano:
  • Aumento della gittata sistolica.
  • Aumento del trasporto di ossigeno.
  • Aumento della capacità contrattile del muscolo cardiaco.
  • Frequenze cardiache a riposo inferiori.
  • Aumento del numero di capillari a livello muscolare e polmonare.
COMPOSIZIONE CORPOREA
A livello della composizione corporea, avvengono tipi di cambiamenti che sono causa di svariati problemi di salute.
Il corpo con il progredire dell’età va incontro a disidratazione. Un esempio di problematica che questo fenomeno porta con se è la disidratazione del disco intervertebrale, che fa sì che i dischi siano meno gonfi e resistenti, creando così un deficit di assorbimento delle sollecitazioni create soprattutto dalla corsa.
Il rapporto massa magra e grassa si modifica, creando cambiamenti conformazionali, con successivi deficit metabolici.
Il regolare esercizio fisico, contrasta le problematiche sopraelencate, migliorando la stato di salute generale.
 
FORZA
Anche la forza muscolare cala e con essa la percentuale di fibre muscolari di tipo veloce, a discapito di fibre lente, tessuto fibroso e adipe muscolare.
Le linee Z si rompono causando contrazioni meno funzionali, il numero e la grandezza dei mitocondri diminuisce, in poche parole i muscoli non sono più in grado di assolvere pienamente alle proprie funzioni.
Anche in questo caso il regolare esercizio fisico può far sì che a livello muscolare si ristabiliscano determinati equilibri, che le fibre di tipo veloce aumentino di numero a discapito di quelle lente, che i mitocondri aumentino di grandezza e che il muscolo sia più vascolarizzato.
 
 
Ma quanto deve essere intensa l’attività fisica in un soggetto anziano affinchè essa sia efficace e favorevole?
 
Esiste un limite entro il quale può risultare dannosa ?
 
 
In uno studio sperimentale, pubblicato nel 1982 e successivamente confermato, era messo in evidenza come vi fosse un aumento di longevità nei ratti che venivano allenati quotidianamente, ma solo se l’attività fisica iniziava in giovane età.
 
Al di là di una ”età soglia”, che si può individuare in questo studio nell’età adulta del ratto, l’allenamento riduceva la longevità.
E’ vero che l’esercizio fisico attenuato sperimentalmente in questi ratti era al limite dello stress, e per forza di cose, ”forzato” quindi, poco confrontabile con quello di un gruppo di anziani che frequenta una palestra. Tuttavia l’esistenza di questa ”età soglia” poneva un grosso interrogativo per la salute degli anziani.
 
In parte la risposta ai precedenti quesiti è venuta da un gruppo di ricerca di Stanford e Harvard che ha studiato 16.939 studenti maschi, di età fra i 35 ed i 74 anni. Ad iniziare dal 1972, li ha seguiti per 16 anni registrandone i livelli di attività fisica e mettendoli in relazione con sopravvivenza e mortalità.
I risultati emersi confermano che un’attività costante ( con un dispendio energetico settimanale minimo di 500kcal e massimo 3500 kcal), evidenziava un’aumento della longevità, con diminuzione del rischio di morte dal 30 al 50% in meno e con un guadagno rispetto ai sedentari di 2.33 anni di vita.
In caso contrario l’effetto di uno sport ad alta intensità (più di 3500Kcal settimanali) sulla longevità negli anziani mostrava un’effetto negativo.
 
In conclusione un’attività moderata, sotto stretta visione di personale specializzato permette di aumentare la qualità di vita. Il tutto dovrà seguire uno stile di vita e norme igieniche adeguate.
 
Bibliografia:
Prof.ssa Maria Adelaide Marini medico internista e professore presso L’università di Roma Tor Vergata.
 
 
           
   


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