Chinesiologia Eugenio Scibetta Medical

LINEE GUIDA SULL’ATTIVITÀ FISICA PER LE DIFFERENTI FASCE D’ETÀ

Arriva l’Epifania che tutte le feste si porta via, quindi si torna in palestra?! NO
Nel periodo immediatamente dopo le festività natalizie, note per le abbuffate di cibo tra pranzi, cene, panettoni, pandori e torroni, le palestre si riempiono di nuovi clienti che forse per sensi di colpa inizia ad allenarsi in proiezione dell’estate.
Tutto ciò è abbastanza errato, poiché in meno di sei mesi è difficile raggiungere buoni risultati.
Questa è una convinzione che andrebbe un pò smussata; infatti bisognerebbe allenarsi costantemente nell’arco dell’anno, sia per avere benefici fisici visivi, ma anche per migliorare lo stato psichico-emotivo e soprattutto ridurre i rischi di patologie come malattie cardio-vascolari, tumorali, respiratori, etc.
Ampliando il raggio del discorso, bisognerebbe praticare attività fisica per tutto il corso della vita e possibilmente affidandosi alle giuste persone formate che possono soddisfare ogni vostra esigenza.
BAMBINI E ADOLESCENTI TRA 5 E 17 ANNI
Almeno 60 minuti di attività fisica quotidiana di intensità moderata-vigorosa +
esercizi di rafforzamento dell’apparato muscolo-scheletrico almeno 3 volte a settimana.
  • L’attività fisica nei bambini e negli adolescenti include il gioco, l’esercizio fisico strutturato, lo sport e le normali attività fanno parte della vita quotidiana in base all’età svago, spostamenti a piedi e in bicicletta
  • Fin dai primi mesi, il neonato può essere aiutato a muoversi e, in seguito, incoraggiato a fare giochi di movimento, assicurando anche un sufficiente numero di ore di sonno
  • Il pediatra è il migliore alleato nel momento della scelta dell’attività fisica più adatta al bambino.
LO SPORT :
  • funzione di supporto all’attività educativa dei genitori
  • favorisce il dialogo tra i componenti familiari e mette le generazioni in contatto attraverso  condivisione di interessi e passioni
BAMBINI AFFETTI DA PATOLOGIE CRONICHE
Evitare la sedentarietà e poter praticare attività fisica in sicurezza.
—> Il medico specialista in medicina dello sport:
• valuta le condizioni del bambino
• verifica la tolleranza allo sforzo
• prepara un programma di attività fisica in relazione alle condizioni cliniche
  • ha la responsabilità di un’eventuale certificazione agonistica
ADULTI
Minimo 150 minuti di attività fisica aerobica d’intensità moderata a settimana 
oppure
un minimo di 75 minuti di attività vigorosa a settimana + esercizi di rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari 2 o più volte a settimana
—> Poco è meglio di niente
  • Anche con quantità di attività fisica minime (es 60 minuti a settimana) gli adulti sedentari ottengono benefici per la salute 
  • Quantità di attività fisica superiori a quella minima raccomandata apportano maggiori vantaggi per la salute e la prevenzione delle malattie croniche.
Le persone che non sono fisicamente attive hanno un aumentato rischio di mortalità per tutte le cause: il rischio di morte per tutte le cause può essere efficacemente ridotto già con modesti incrementi del livello di attività fisica.
TUTTI GLI OPERATORI (SANITARI E NON) DEVONO SENSIBILIZZARE I PROPRI INTERLOCUTORI SEDENTARI A CAMBIARE LO STILE DI VITA, INTRODUCENDO UNA QUOTA SUFFICIENTE DI ATTIVITÀ FISICA ED IN PARTICOLARE.
ANZIANI
150 minuti di attività fisica aerobica d’intensità moderata a settimana.
Oppure, un minimo di 75 minuti di attività vigorosa a settimana + esercizi di rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari 2 o più volte a settimana + attività per migliorare l’equilibrio e prevenire le cadute 3 o più volte la settimana per coloro che hanno una ridotta mobilità.
  • E’ necessario adottare uno stile di vita attivo e svolgere attività a bassa intensità, nei limiti delle proprie capacità e condizioni, anche se non si possono raggiungere i livelli raccomandati (a causa delle condizioni di salute).
  • È bene ridurre i lunghi periodi di sedentarietà che potrebbero costituire un fattore di rischio a prescindere da quanta attività fisica si pratichi in generale.
  • Si può mantenere uno stile di vita attivo anche attraverso le attività usuali della vita quotidiana (gli acquisti, le pulizie, la preparazione dei pasti, le attività professionali, le attività ricreative o di svago).
—> Le raccomandazioni possono essere applicate anche agli anziani con disabilità con necessari adeguamenti, in base alla capacità di esercizio ed ai rischi o alle limitazioni di salute specifiche.
Tutti gli operatori (sanitari e non) devono sensibilizzare i propri interlocutori sedentari a cambiare lo stile di vita, introducendo una quota sufficiente di attività fisica
OBIETTIVI MINIMI E REALISTICAMENTE RAGGIUNGIBILI
CONDIVISI CON I SOGGETTI CUI VENGONO PROSPETTATI INTEGRANDO L’ATTIVITÀ FISICA NELLA PROPRIA QUOTIDIANITÀ.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
In assenza di condizioni patologiche specifiche le donne in gravidanza dovrebbero iniziare o mantenere uno stile di vita attivo, praticare un’adeguata attività fisica e proseguirla anche durante la fase post partum e l’allattamento.
Almeno 150 minuti di attività fisica a intensità moderata ogni settimana o 30 minuti per 5 giorni
durante tutta la gravidanza cominciando gradualmente fino a raggiungere i 30 minuti al giorno senza eccedere.
L’ATTIVITÀ FISICA IN GRAVIDANZA
  • migliora la funzionalità cardiocircolatoria, la forza e la resistenza muscolare
  • migliora la coordinazione e l’equilibrio
  • evita l’aumento eccessivo di peso
  • previene o riduce la gravità dei disturbi muscolo-scheletrici collegati alla gravidanza
  • previene o riduce l’incontinenza urinaria
  • riduce il rischio di macrosomia fetale o neonati large for gestational age, di diabete gestazionale, di pre-eclampsia
DOPO IL PARTO
Valutare con il proprio medico il momento più appropriato per ritornare ai livelli di attività fisica pregravidici: E’ pertanto, consigliabile allattare prima dell’esercizio fisico per evitare sia potenziali problemi associati all’aumento dell’acidità del latte sia il disagio dell’ingorgo mammario durante gli esercizi.
L’ATTIVITÀ FISICA NEL POST PARTUM
  • riduce la depressione e l’ansia
  • migliora l’umore
  • contribuisce a tenere sotto controllo il peso, migliora la funzionalità cardiorespiratoria.
OPERATORI SANITARI E NON (fisioterapisti/laureati in scienze motorie), adeguatamente formati sono coinvolti nel programma di attività fisica secondo le rispettive competenze qualora fosse necessario apportare modifiche in termini di durata e intensità di esercizio in riferimento alla diagnosi ed alle prescrizioni del medico
PERSONE CON DIABETE MELLITO TIPO 2
  • l’attività fisica dovrebbe essere svolta possibilmente ogni giorno cercando di evitare due giorni consecutivi di inattività
  • camminare per almeno 30 minuti al giorno (individualmente o in gruppi) riduce il rischio di sviluppare il diabete nei soggetti affetti da sindrome metabolica
—> Collaborare con figure professionali diverse, sia sanitarie (diabetologo, dietologo, medico dello sport, ecc.) che non (laureato in scienze motorie) affinché l’esercizio venga opportunamente calibrato alle condizioni cliniche e alla capacità funzionale e efficienza fisica del paziente
PERSONE OBESE
Almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica ad intensità moderata e almeno 90 minuti settimanali di attività anaerobica per 2-3 giorni non consecutivi a settimana, variando le sessioni da 30 a 60 minuti.
L’attività fisica è in grado di influire positivamente sulla composizione corporea inducendo una riduzione della massa grassa e un mantenimento/aumento di quella magra
  • l’esercizio aerobico promuove un aumento del dispendio energetico favorendo il dimagrimento (bilancio energetico negativo)
  • l’esercizio contro resistenza favorisce un aumento della massa muscolare così da evitarne una riduzione a seguito delle diete ipocaloriche e, al tempo stesso, fondamentale per aumentare il ritmo.
—> un team multiprofessionale (medico di medicina generale/pediatra di libera scelta, psicologo, dietologo, medico dello sport, laureato in scienze motorie) può:
1. accompagnare e supportare un percorso di cambiamento consapevole
dello stile di vita
2. orientare e fidelizzare il paziente verso un’adeguata alimentazione e la
pratica costante di attività fisica
PERSONE CON NEOPLASIE
Almeno 150 minuti di attività fisica aerobica d’intensità moderata a settimana oppure
un minimo di 75 minuti di attività vigorosa distribuita in modo uniforme ed equilibrato nel corso della settimana, con alcune eccezioni.
Nel paziente con neoplasia qualsiasi tipo di attività fisica apporta beneficio alla salute psicofisica, percentualmente maggiore se comparato al solo utilizzo delle terapie abituali specifiche.
È IMPORTANTE NON INTERROMPERE MAI DEL TUTTO L’ATTIVITÀ FISICA (l’interruzione prolungata fa perdere i benefici ottenuti).
Benefici dell’AF
  • L’esercizio fisico individualizzato e regolarmente svolto rappresenta uno dei presidi terapeutici universalmente accettati e riconosciuti per il controllo dei fattori di rischio cardiovascolari e della potenziale cardio- tossicità da farmaci antitumorali
  • Consente il mantenimento della massa muscolare, la protezione e il miglioramento della densità ossea
  • Riduce il rischio di recidiva
  • Migliora la mobilità, la fatigue, la forza, la resistenza, e le capacità coordinative
  • Favorisce la socializzazione, il divertimento, influisce positivamente sull’umore e riduce gli stati di ansia e depressione
  • Contribuisce a preservare l’efficienza cardiovascolare (già di per sé compromessa dalla sarcopenia) quella respiratoria e a mantenere il peso nella norma.
  • Ha efficacia anche sulle complicanze oncologiche.
—> TUTTI GLI OPERATORI (sanitari e non) devono sensibilizzare i pazienti a cambiare lo stile di vita, introducendo una quota sufficiente di attività fisica ed in particolare.
Referenze
Author: Dott. Eugenio Isidoro Scibetta Co-Founder & Admin Scienze Salute e Benessere

 

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