Chinesiologia Medical Riccardo Di Paola

NERVO TRIGEMINO, INFIAMMAZIONE, DOLORE DENTALE E MAL DI TESTA: RUOLO ATTIVO DELL’ ESERCIZIO FISICO NELLE CEFALEE

Il 5° paio dei nervi encefalici è rappresentato dal nervo trigemino, il più voluminoso . È così chiamato in quanto la sua distribuzione periferica ha luogo attraverso le 3 branche in cui si divide: nervo oftalmico, nervo mascellare e nervo mandibolare. È un nervo misto costituito da un contingente maggiore di fibre sensitive somatiche e da un minor numero di fibre motrici somatiche. Le due componenti emergono spontaneamente dal nevrasse come radici distinte di cui la radice sensitiva è più voluminosa di quella motrice. Le due radici conservano la loro individualità dal punto di emergenza fino all’origine delle 3 branche.
La componente sensitiva somatica, contenuta nella radice sensitiva del trigemino, ha origine nel voluminoso ganglio semilunare del Gasser.
I protoneuroni pseudounipolari del ganglio inviano il loro prolungamento centrale al nucleo sensitivo principale (pontino) e al nucleo della radice discendente (bulbospinale).
Il prolungamento periferico, invece, va nelle 3 branche del trigemino; per mezzo di questi ultimi, le fibre raccolgono stimoli sensitivi esterocettivi dalla cute della faccia e dalla mucosa congiuntivale, della bocca e del naso.
È dubbia, invece, la provenienza di stimoli propriocettivi dai muscoli estrinseci dell’occhio, dai muscoli mimici e dagli alveoli dentali. La sensibilità propriocettiva dei muscoli masticatori e quella proveniente dai muscoli mimici e dai muscoli estrinseci dell’occhio sono raccolte da fibre i cui protoneuroni non sono nel ganglio semilunare ma si trovano annessi al nucleo sensitivo mesencefalico; questi ultimi neuroni hanno il significato di cellule gangliari.
La componente motrice somatica origina dal nucleo masticatorio del trigemino, emerge dal ponte con la piccola radice motrice, supera il ganglio semilunare e passa per intero nella banca mandibolare.
Si distribuisce ai muscoli masticatori, al muscolo del martello, al muscolo tensore del velo del palato, al muscolo miloioideo e al ventre anteriore del muscolo digastrico.
Alle 3 branche del nervo trigemino si trovano annessi diversi gangli parasimpatici: il ganglio ciliare, il g. sfenopalatino, i gg. sottomandibolare e sottolinguale e il g. otico, ai quali giungono fibre pregangliari da altri nervi encefalici. Le fibre postgangliari che nascono dai suddetti gangli raggiungono i relativi distretti di innervazione unendosi ai rami delle 3 branche del nervo trigemino. Il nervo trigemino emerge dalla superficie ventrale del ponte, al limite con il peduncolo cerebellare medio. All’emergenza sono chiaramente distinguibili la radice sensitiva, voluminosa e un poco appiattita e quella motrice, piccola e cilindrica.
Le due radici del nervo si dirigono insieme in avanti e in alto e, superato l’apice della rocca petrosa del temporale, perforano la dura madre e penetrano nel cavo del Meckel, una cavità delimitata da uno sdoppiamento della dura madre encefalica che appoggia sull’apice della rocca petrosa del temporale e, in avanti, sulla lamina fibrocartilaginea che chiude il foro lacero anteriore.
Nella cavità del Meckel è accolto il ganglio semilunare, una formazione appiattita con il margine concavo volto in alto e in dietro e il margine convesso che guarda in basso e in avanti. Al margine concavo, posteriore, giungono la radice sensitiva e quella motrice del trigemino; la radice sensitiva continua direttamente nel ganglio, quella motrice passa sotto al ganglio, senza penetrarvi, e prosegue quindi nella branca mandibolare.
Dal margine convesso, anteriore, del ganglio si staccano le 3 branche del trigemino: in alto e medialmente il nervo oftalmico, al centro il nervo mascellare, in basso e in fuori il nervo mandibolare.
Il dolore dentale è il dolore acuto più comune che si presenta nella regione orofacciale; tuttavia, anche le condizioni di dolore cronico sono frequenti e comprendono: disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM), mal di testa primario (dolore neurovascolare), neuropatia trigeminale post-traumatica dolorosa (PPTTN) e dolore meno comunemente riferito e condizioni di dolore idiopatico o centralizzato.
Tutte queste condizioni possono imitare il mal di denti e viceversa. Molte di queste condizioni sono comorbide con alti livelli di tensione mal di testa ed emicrania segnalati in pazienti con ATM;
A causa della presentazione variabile del mal di denti, che può imitare molti diversi dolori cronici tra cui: dolore lancinante episodico di emicrania, dolore sordo continuo di ATM miofasciali e artrogeni o dolore facciale centralizzato, la diagnosi può essere complessa.
Il dolore nevralgico si verifica nella dentatura in salute e con la malattia, imitando condizioni come PPTTN, nevralgia del trigemino e cefalalgie autonome del trigemino.
Il dolore neuropatico trigemino è una condizione di dolore cronico causata da danni o infiammazione del nervo trigemino o dei suoi rami, con disfunzione del sistema nervoso periferico e centrale che contribuisce al disturbo. Le condizioni del dolore trigemino presentano sfide diagnostiche e terapeutiche per gli operatori sanitari e spesso richiedono approcci terapeutici multipli per la riduzione del dolore.
Vediamo la relazione fra infiammazione con nevralgia del trigemino
La nevralgia del trigemino (TN) è una malattia nervosa cranica comune. L’infiammazione è suggerita in molti studi recenti di essere coinvolta nel dolore neuropatico, ma il suo ruolo nel TN rimane finora poco chiaro.
Pertanto, l’attuale studio mirava a esplorare il rapporto di infiammazione con TN.
Metodi
I livelli di marker infiammatori, come globuli bianchi (WBC), neutrofili (NE), linfociti (LY), monociti (MO), piastrine (PLT) e albumina (ALB), nonché il rapporto neutrofili / linfociti ( NLR), NLR derivato (dNLR), rapporto piastrinico / linfocitario (PLR), rapporto monocita / linfocita (MLR) e indice nutrizionale prognostico (PNI) sono stati confrontati tra pazienti TN e controlli sani mediante test non parametrici. Inoltre, sono stati impiegati molteplici modelli di regressione logistica per valutare le associazioni di marcatori infiammatori con TN. Inoltre, è stata tracciata la curva delle caratteristiche operative del ricevitore (ROC) per analizzare i valori di questi creatori infiammatori, nonché le loro combinazioni corrispondenti nella diagnosi di TN.
Risultati
I livelli di WBC, NE, MO, NLR, dNLR e MLR nei pazienti con TN erano evidentemente aumentati in combinazione con quelli nei soggetti normali. Inoltre, i modelli di regressione logistica multivariata hanno dimostrato che l’infiammazione aveva una stretta correlazione con TN. Nel frattempo, i valori dell’area sotto la curva (AUC) per NE, NLR e dNLR, nonché quelli per le combinazioni corrispondenti di NLR + PLR, NLR + PNI, dNLR + NLR e dNLR + PLR in TN erano> 0,7, che potrebbe avere un valore predittivo per TN rispetto a quelli per soggetti normali.
Conclusioni
I risultati di questo studio rivelano che l’infiammazione avrebbe potuto svolgere un ruolo vicino e importante nella progressione e nell’eziologia del TN.
Possiamo dire in conclusione che spesso riscontriamo dolori dentali o forti mal di testa e non sappiamo a cosa sono dovuti, molte volte è proprio il nervo trigemino a determinare tale situazione.
Se sottoposto ad un’ infiammazione e tale viene sottovalutata si insorge a complicazioni come la nevralgia del trigemino, che a sua volta provoca ulteriori problematiche.
Ruolo dell’attività fisica nel mal di testa
Quando lo sport è causa di mal di testa?
I mal di testa possono essere frequenti per chi fa sport e, in particolare, per:
giocatori di calcio, rugby e football americano: nei casi peggiori, possono capitare traumi alla testa che possono causare la perdita di coscienza ma tendono a risolversi nel giro di poche ore;
nuotatori: il rischio è di compressione del cranio, per esempio a causa della cinghia degli occhiali;
sub: l’aumento della pressione sotto a una certa profondità può portare a un aumento della concentrazione di anidride carbonica e, quindi, mal di testa;
scalatori: la cefalea si presenta di solito quando si raggiungono altezze dai 1200 ai 1800 metri;
sollevatori di pesi: in questo caso il mal di testa è causato dallo sforzo, durante il quale aumenta la pressione sanguigna che porta più sangue verso la testa. Il dolore può essere molto lancinante e può durare da pochi minuti a 24 ore.
Cosa accade? L’esercizio fisico può scatenare l’attacco di emicrania quando comporta un aumento brusco ed elevato di citochine infiammatorie, ossia di sostanze che aumentano il microincendio biologico sia a livello tissutale, causando dolenzia o franco dolore muscolare e/o articolare, sia a livello cerebrale, aumentando la neuroinfiammazione, che sottende anche l’attacco emicranico. L’aumento brusco ed elevato delle citochine si verifica più frequentemente:
– quando il soggetto fa sport al di sopra del proprio livello di allenamento per intensità e/o durata (per esempio, la persona non fa attività fisica durante la settimana e fa sport ad alta richiesta di prestazione la domenica);
– quando lo fa in condizioni ambientali stressanti: perché la temperatura è troppo fredda o troppo elevata, o in contesti troppo affollati o ansiogeni;
– quando lo fa durante le mestruazioni, perché in tal caso l’infiammazione associata all’attività fisica eccessiva si somma a quella provocata dalla caduta premestruale degli estrogeni e del progesterone (responsabile dei molti e diversi sintomi mestruali);
– quando fa sport con esercizi (in particolare saltelli, pesi o trazioni sulle braccia) che aumentino il rischio di microtraumi e/o di contrattura dei muscoli paravertebrali nella regione cervicale, e/o del cingolo scapolare.
Quando lo sport aiuta a combattere il mal di testa?
Lo sport, però, non solo può causare mal di testa ma può anche aiutare a contrastarlo.
Non tutti, sia chiaro. Infatti, meglio evitare attività pesanti che richiedono sforzi eccessivi e prolungati (sollevamento pesi, body building, boxe e competizioni agonistiche).
È indicata, invece, una vasta gamma di attività fisiche che possono aiutare a prevenire la cefalea:
aerobica: pilates e yoga possono alleviare i primi sintomi del mal di testa. Agiscono sul sistema nervoso vegetativo, grazie al lavoro su postura e respirazione, togliendo sensibilità al dolore nel sistema nervoso;
corsa: non solo quest’attività allena il corpo ma allenta lo stress e la tensione muscolare, rilasciando endocrine che agiscono da antidolorifico naturale;
nuoto: irrobustisce i muscoli dorsali e cervicali e aiuta una postura corretta che può prevenire mal di testa muscolo – tensivo;
andare in bicicletta: si tratta di un mezzo che mette in circolo una serie di sostanze che possono essere paragonati ad antidolorifici naturali.
Referenze
 
 
 
Author : Riccardo Di Paola Writing Articles & Social Media Marketing Scienze Salute Benessere

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