Gherardo Bertocchi Management Riccardo Di Paola

MINDSET: COS’E’ E QUANTO E’ IMPORTANTE?

Da qualche anno ormai si sente spesso parlare di MindSet, ovvero nella sua traduzione, della MENTALITA’.
Moltissimi autori spiegano come cercare il proprio mindset focalizzandosi su studi e ricerche sulla mente umana in relazione alle scelte, alle difficoltà ed i fallimenti.

Esistono vari tipi di mindset e questi vengono associati alle persone in base alle loro gesta, sia che gestiscano aziende (CEO), ma anche agli atleti.
Come ho letto nel libro di Carol Dweck ci sono due principali categorie di MindSet, STATICO e DINAMICO dove ci fa notare come chi possiede un tipo di mindset statico desidera apparire intelligente e quindi con una tendenza ad evitare sfide, mettersi spesso sulla difensiva, ignorare i feedback negativi ma utili e sentirsi spesso minacciati da successi di altre persone.

Mentre una mentalità dinamica (mindset dinamico) porti a desiderare di imparare, quindi una tendenza ad accogliere nuove sfide, persistere davanti ad una sconfitta, imparare dalle critiche ma soprattutto imparare e trovare ispirazione dai successi degli altri(1).

A quali risultati portano queste due mentalità?

Un mindset statico può portare un risultato/stabilizzazione precoce ma allo stesso tempo non si riesce a realizzare pienamente il proprio potenziale, mentre nel mindset dinamico si raggiungono dei risultati sempre più alti di realizzazione.

The Millennial Mindset:

Lo U.S. Census Bureau definisce la generazione Millennial come i nati tra il 1982 e il 2000, collocando la fascia di età superiore a 36 anni. La generazione più numerosa nella storia degli Stati Uniti, che supera in numero i Baby Boomers e rappresenta più di un quarto della popolazione degli Stati Uniti, sono pronti a rimodellare l’economia. Stanno superando i Baby Boomers 2 a 1 per la cura di sé e il sondaggio annuale ASDS 2016 ha riportato che, nell’anno precedente, i pazienti sotto i 30 anni hanno visto una crescita del 20% nei neuromodulatori e del 100% nelle procedure di riempimento iniettabile. In quanto tali, rappresentano un segmento significativo della base di pazienti dermatologici e comprendere come comunicare al meglio con le persone che compongono questo singolare collettivo è la chiave per fornire la migliore qualità ed esperienza di cura in una pratica medica o estetica. Molte delle comprensioni della mentalità millenaria sono state sviluppate nei settori della finanza, della tecnologia, della vendita al dettaglio e del benessere, possiamo attingere a queste intuizioni per migliorare collegamento con la prossima generazione di pazienti (2).

Mentalità deliberativa e implementativa:

La posizione di S. E. Taylor e J. D. Brown (1988) secondo cui le persone mentalmente sane mostrano illusioni positive solleva un dilemma:
Come funzionano le persone in modo efficace se le loro percezioni sono positivamente distorte? (3).

Utilizzando la distinzione di mentalità deliberativa implementativa di P. M. Gollwitzer, abbiamo valutato se le persone in una mentalità deliberativa mostrano meno prove di illusioni positive rispetto alle persone in una mentalità implementativa.

I partecipanti hanno completato un compito di mentalità e valutazioni dell’umore, delle autopercezioni e della vulnerabilità percepita al rischio. La deliberazione ha portato a un peggioramento dell’umore, a un maggiore rischio percepito e a una minore percezione di sé, rispetto all’implementazione; controllo (nessuna mentalità) i partecipanti in genere hanno ottenuto un punteggio intermedio.

Lo studio 3 ha dimostrato che la manipolazione della mentalità corrisponde al modo in cui le persone prendono effettivamente decisioni o le implementano.
I risultati suggeriscono che le persone usano un pensiero relativamente realistico quando fissano gli obiettivi e un pensiero positivo quando li implementano.

Ma quanto è importante il mindset nella gestione di un’azienda ?

Al giorno d’oggi è fondamentale effettuare una distinzione netta tra due mind- set (Carol Dwek 2007):

Personalità con Mindset statico; un soggetto convinto che le proprie capacità e talento siano innate e che per arrivare ad un obiettivo bisogna effettuare il minor sforzo con il massimo risultato. Questo tipo di soggetto non accetta la sconfitta e si pone sul piedistallo in caso di successo rispetto ai propri collaboratori, dandosi i meriti per il raggiungimento di qualsiasi tipo di KPI.

Personalità con Mindset Dinamico; è possibile osservare una forma mentis che si fonda sul impegno, la valorizzazione delle qualità di base, leadership dinamica adattata, empatia e spiccate soft skills. Il soggetto con mindset dinamico predilige le sfide complesse è da il 150% delle sue energie per raggiungere il massimo risultato col il massimo sforzo.

Al giorno d’oggi purtroppo assistiamo a numerose realtà lavorative dove il collaboratore viene trattato con uno stile manageriale ”Taylorista”. Il tutto dimostra quanto la società attuale abbia effettuato un downgrade manageriale, documentato da ripercussioni psicologiche, che sfociano in mobbing e burnout. Di seguito un’altro studio che prende in analisi manager di multinazionali effettuando paragoni opposti:

Albert Dunlap; manager per sua stessa ammissione con un mindset statico, venne chiamato a risanare la Sunbeam. Scelse la strategia a breve termine per apparire come un eroe a Wall Street. Le azioni salirono alle stelle ma l’azienda crollò (mindset statico)(4-5-6).

Lou Gerstner; molto più propenso a un approccio mentale di tipo evolutivo, venne invece chiamato a risanare l’IBM. Inizialmente, il suo lavoro, finalizzato a riformare la cultura e politiche aziendali, non ebbe un effetto positivo sul valore azionario della società e Wall Street ironizzò sull’efficacia della sua azione, che molti definirono un vero e proprio fallimento. Pochi anni dopo, però, IBM era tornata ad essere nuovamente prima nel settore(4-5-6).

In conclusione è fondamentale specificare che un mindset dinamico giova sul clima aziendale e sulla gestione ottimale dei KBI e KPI.
E’ fondamentale instaurare un rapporto di fiducia con i propri collaboratori, con un continuo scambio di feedback e con la strutturazione di un ‘’groupthink’’ volto al benessere generale.

Referenze

1. Mindset “cambiare forma mentis per raggiungere il successo” Carol Dwec.

2. JJ Drugs Dermatol. 2018. The Millennial Mindset.


3. Taylor, S. E., & Gollwitzer, P. M. (1995). Effects of mindset on positive illu-
sions. Journal of Personality and Social Psychology, 69(2), 213–226.

4. https://www.nais.org/magazine/independent-school/winter-2008/brainology/

5. A.J.Dunlap, B.Edelman, Mean Business: How I save Bad Companies and Make Good Companies great, Fireside/Simon & Schuster, New York, 1996; J.A. Byrne, ”How al Dunlap Self-Destructed, Business Week, july 6, 1998

6. L.Gerstner, Who Say Elefants Can’t dance ? inside IBM’s Historics Turnaround, H.- Collins, New York, 2002.

Author


Riccardo Di Paola Writing Articles & Social Media Marketing Scienze Salute Benessere

Gherardo Bertocchi, CEO/Founder di Scienze Salute Benessere

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