Chinesiologia Fisioterapia Freelance Grazia Novielli Medical

DISTORSIONE ALLA CAVIGLIA: FISIOPATOLOGIA E FATTORI DI RISCHIO

La distorsione alla caviglia è tra le cause di infortunio più comuni, con un’incidenza maggiore della lesione laterale della caviglia. Essa è spesso erroneamente  considerata una lesione irrilevante e circa il 55% dei soggetti affetti non ritiene opportuno cercare cure mediche e risolvere la problematica. 

Ancora più preoccupante è la percentuale di soggetti (70%) che sviluppano una instabilità cronica della caviglia a seguito di una distorsione, con conseguente limitazione all’attività fisica, maggiore predisposizone alla degenerazione articolare dell’astragalo o allo sviluppo di osteoartrosi.

Capiamo quindi l’importanza di un’azione precoce ed efficace sulla distorsione alla caviglia, per evitare di incorrere in una serie di problematiche che risulterebbero invalidanti più a lungo termine.

Per capire in che modo agire su una problematica così ricorrente, è necessario partire dalla fisiopatologia ed analizzare quali sono i fattori di rischio che possono predisporre un soggetto a soffrire questo tipo di infortunio.

FISIOPATOLOGIA

Data l’incidenza maggiore delle distorsioni laterali della caviglia, ci concentreremo sui meccanismi di infortunio di questa parte del piede e sulle strutture coinvolte.

Le strutture legamentose coinvolte nella distorsione sono sottoposte a un carico tensile maggiore durante la flessione plantare e l’inversione del piede, portando ad una lesione, o nei casi più estremi ad una rottura di queste. In particolare, il legamento talofibulare anteriore è il più debole e quindi il più coinvolto in una lesione da distorsione (66%); a seguire avremo una lesione al legamento calcaneofibulare (genericamente associato a lesione del talofibulare anteriore, 20%) e infine al legamento talofibulare posteriore. Quest’ultimo è raramente lesionato, in quanto il piede dovrà essere sottoposto ad una totale dorsiflessione e ad un trauma di forza notevole per giungere ad una lesione delle porzioni posteriori della caviglia. 

Distorsione in inversione

In associazione alle componenti legamentose laterali, anche l’articolazione sottoastragalica può subire una lesione, che raramente è isolata, ma più comunemente accompagna le lesioni laterali. Una maggiore incidenza di danni a carico dell’articolazione sottoastragalica è stata riscontrata nei soggetti con instabilità cronica della caviglia, a seguito di una distorsione non trattata adeguatamente.

Il danno agli stabilizzatori legamentosi della caviglia comporta nella maggior parte dei casi una ipermobilità delle componenti ossee del complesso piede-caviglia, riscontrabile con test di mobilità passiva e radiografia sotto stress della caviglia.

Un intervento precoce mirato alla guarigione e al recupero della funzionalità legamentosa, diventa importante se analizziamo le ripercussioni che un danno a queste componenti comporta al piede. In fase acuta quindi, si promuove una immobilizzazione e assenza di carico (ausilio di stampelle), per poi introdurre gradatamente esercizi che stimoleranno le nuove fibre collagene ad allinearsi in base alle forze agenti sulla caviglia.

Indicativamente, la guarigione dei legamenti da una distorsione della caviglia impiegherà circa sei settimane per completarsi; nonostante questo, potremo riscontrare una lassità dell’articolazione fino a sei mesi dopo l’infortunio. Per questa ragione, è di fondamentale importanza interventire al più presto su un infortunio distorsivo della caviglia.

FATTORI DI RISCHIO

Un elemento fondamentale è la prevenzione del trauma distorsivo della caviglia e a questo proposito, conoscerne i fattori che predispongono all’infortunio è di grande aiuto, soprattutto in ambiti professionistici nei quali le sedute di allenamento devono includere una sessione dedicata all’aspetto “prevenzione dell’infortunio”.

Le ricerche sui fattori di rischio per una distorsione alla caviglia hanno evidenziato fattori estrinseci e numerosi fattori intrinseci, tra i quali il più incidente è la presenza in passato di una distorsione alla caviglia . 

Altri fattori sono da ricercare nel peso e nell’altezza dei soggetti infortunati, dalla dominanza dell’arto, da una presenza pregressa di lassità legamentosa, disallineamenti anatomici, forza muscolare, tempo di reazione muscolare e aggiustamenti posturali.

In soggetti con una storia di distorsione alla caviglia è stato notato che l’uso di bendaggi e supporti alla caviglia, soprattutto durante attività ricreative o sportive, la possibilita di incorrere in una recidiva è minore, in quanto vi sarebbe più supporto meccanico alla struttura e una migliore capacità propriocettiva dell’articolazione.

Inoltre, è importante dedicare attenzione al tipo di calzature e alla durata ed intensità di un allenamento o gara, per evitare un’esposizione maggiore al rischio di infortunio.

Nel prossimo articolo vedremo nel dettaglio il protocollo e la periodicizzazione degli interventi su una distorsione alla caviglia, dalla fase acuta al recupero totale della  funzionalità dell’articolazione.

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AUTORE: Grazia Novielli Freelance e Chinesiologa di Scienze Salute e Benessere

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