Angelica Rossi Freelance Medical Nutrizione

DIETA E STILE DI VITA PER CONTRASTARE LA SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO

La Sindrome dell’Ovaio Policistico (Polycystic Ovary Syndrome, PCOS) è una sindrome endocrino-metabolica molto frequente nelle donne in età fertile (prevalenza 4-12%). Molte donne non sanno di averla, ma hanno dei sintomi che le portano a rivolgersi a un determinato specialista (dermatologo, nutrizionista, ginecologo) a seconda della componente sintomatologica più forte.

I criteri diagnostici per la PCOS si basano sulla presenza di almeno 2 dei seguenti parametri:

  • Anovulazione e/o oligo-ovulazione (ovulazione irregolare);
  • Segni clinici e/o biochimici dell’iperandrogenismo (irsutismo, acne, alopecia, anovulatorietà, irregolarità mestruali);
  • Morfologia policistica delle ovaie (evidenziata tramite ecografia: almeno 9 microcisti alla periferia dell’ovaio).

Quindi, a seconda dei casi, questa sindrome, dall’eziopatogenesi non ancora ben chiara, può manifestarsi a livello fenotipico con degli squilibri di tipo iperandrogenico, metabolico o riproduttivo.

I primi sono dovuti proprio all’eccesso di testosterone, causato, a sua volta, da un aumento degli androgeni circolanti, che normalmente nella donna sono pochi. Questo determina una tendenza alla virilizzazione, con comparsa di tratti tipicamente maschili come peluria diffusa sul viso, stempiatura o acne.

Altre possibili problematiche riguardano la sfera riproduttiva, perché l’alterazione del ciclo mestruale purtroppo può incidere sulla fertilità

A livello metabolico, nelle donne con policistosi ovarica si assiste poi ad una distribuzione del grasso tipicamente androgena (“a mela”), con un accumulo di adipe soprattutto nella zona addominale. Il grasso viscerale è più nocivo rispetto a quello che si accumula su glutei e fianchi (come avviene nelle donne tipicamente ginoidi o “a pera”), perché predispone ad un maggior rischio di dislipidemie, problematiche cardiovascolari e diabete mellito di tipo 2.

Il più diffuso squilibrio metabolico in caso di PCOS rimane però l’insulino-resistenza, presente nel 40% delle affette. In pratica, le cellule diventano meno capaci di utilizzare l’ormone insulina, con conseguente iperglicemia, aumento dei trigliceridi, rischio di sviluppare obesità e altri disordini ad essa correlati. 

Obesità e sovrappeso sono dunque spesso associate a questa condizione, motivo per il quale una corretta alimentazione ed una dieta a basso indice glicemico sono la prima strategia terapeutica per contrastarne i sintomi, ripristinare il ciclo mestruale e la fertilità. Si è visto che perdendo già il 4-5% del proprio peso corporeo si hanno netti miglioramenti sulla regolarità mestruale e una diminuzione dei livelli di testosterone circolanti, aumentando così del 78% le possibilità di concepimento. Oltre alla modificazione dello stile di vita (che includa un buon livello di attività fisica), anche controlli periodici dallo specialista con eventuale terapia farmacologica e/o integrativa da esso prescritta rientrano negli interventi che permettono di riportare le pazienti con PCOS ad uno stato di salute. 

Dieta per contrastare la PCOS

In pratica, quindi, si dovrà seguire un’alimentazione a basso indice glicemico (l’indice glicemico indica la velocità con la quale la glicemia si innalza a seguito dell’assunzione di un alimento), tendenzialmente Low Carb, che comprenda l’uso di cereali integrali in chicchi, farina di segale, con diminuzione del carico glicemico del pasto (carico glicemico = velocità con cui i carboidrati si riversano nel sangue aumentando la glicemia, tenendo conto delle quantità di carboidrati nella porzione di alimento) tramite abbinamento carboidrati-proteine-grassi. Fonte proteica da variare durante la settimana (pesce, legumi, uova, carne bianca…). La preferenza delle fonti proteiche dipende dalla qualità della materia prima che si riesce a reperire, la quale deve essere quanto più alta possibile, e che vada unita ad abbondante verdura e olio extravergine di oliva come condimento. Abbondare con il consumo di verdura aiuta a saziare e soprattutto apporta fibre, che rallentano l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi. Inoltre le fibre, dal momento che il corpo ha bisogno di più tempo per processarle, prolungano il senso di sazietà aiutando nell’obiettivo della perdita di peso.

Attenzione al consumo di latte e derivati, che nella PCOS vanno ridotti perché le caseine in essi contenuti stimolano la produzione di insulina (presentano cioè un alto indice insulinemico) e nella PCOS è presente l’insulino-resistenza, le cellule non rispondono bene alla produzione di insulina. Per i soggetti con presenza di acne, invece, questi alimenti devono essere del tutto eliminati, in quanto vanno a stimolare anche ormoni correlati ad infiammazione della pelle. Inoltre, i formaggi stagionati provocano una veicolazione di ammine biogene, come l’istamina, che possono andare a peggiorare il quadro infiammatorio. In ultimo, i latticini presentano un indice di sazietà medio-basso, con un apporto di grassi medio-alto, quindi in una dieta dimagrante non sono molto adatti.

Altre raccomandazioni dietetiche generali sono quelle di ridurre il più possibile il caffè e l’alcol (da limitare a 1-2 unità alcoliche a settimana) poiché aumentano gli androgeni. Ovviamente, in ottica di una dieta Low Carb, anche i dolci andranno limitati il più possibile, per ridurre gli zuccheri della dieta e migliorare il profilo glicemico. Preferire sempre la frutta intera ai succhi, poiché il maggior contenuto di fibra presente nel frutto migliora la riposta glicemica. Inoltre, un particolare, che forse non tutti conoscono, riguardante la pasta, è rappresentato dal fatto che quella cotta “al dente” ha un minor indice glicemico oltre che risultare più digeribile (e più buona!).

Di seguito, la piramide alimentare che riassume orientativamente le indicazioni dietetiche per le donne con Sindrome dell’Ovaio Policistico.

Timing dei pasti

Alcuni studi dimostrano che un determinato timing dei pasti, associato a una corretta ripartizione dei macronutrienti, permette di diminuire l’insulino-resistenza, il testosterone libero e migliorare l’ovulazione. Nello specifico, gli orari di consumo dei pasti dovrebbero essere: Colazione (6.00-9.00); Pranzo (12.00-15.00); Cena (18.00-21.00). Una raccomandazione è quella di non saltare mai la colazione, che anzi dovrebbe essere il pasto più abbondante, ed evitare in generale i pasti costituiti quasi esclusivamente da carboidrati, come la pasta al pomodoro, il risotto allo zafferano ecc. Chi non riesce o non desidera consumare sia il primo sia il secondo, può optare per un piatto unico, come per esempio riso e piselli, pasta al tonno, insalatona con qualche fonte proteica come l’uovo o il salmone…

Terapia farmacologica e integrativa

Nella PCOS non esiste una terapia farmacologica curativa e risolutiva, tuttavia è possibile contrastare i disturbi e la sintomatologia tramite svariate scelte terapeutiche da concordare con il medico. La somministrazione di inositolo (sotto forma di integratore) è diventata la terapia di prima scelta del trattamento della PCOS: le donne trattate con supplementi di inositolo mostrano un miglioramento della sensibilità insulinica e riduzione dell’insulinemia. 

Poiché il meccanismo patogenetico di base sembra essere molto legato all’insulino-resistenza, la componente dietetica e dello stato nutrizionale è rilevante, poiché va ad agire sul meccanismo, mentre gli estro-progestinici o gli antiandrogeni incidono su dei sintomi. 

La terapia contraccettiva con ormoni estrogeni e/o progestinici (per via orale, transcutanea o vaginale) può essere un valido aiuto per regolarizzare i cicli mestruali nelle donne in età fertile in cui non sia controindicata e che non desiderino una gravidanza. Questa terapia può avere un effetto anti-androgenico, riducendo gli ormoni androgeni circolanti e di conseguenza le manifestazioni ad essi legati. La riduzione degli androgeni può, inoltre, influenzare in parte il metabolismo dei carboidrati, migliorando l’insulino-resistenza che può essere ulteriormente ridotta tramite l’utilizzo di altri farmaci insulino-sensibilizzanti come la metformina, che rappresenta una delle opzioni in caso di mancato successo con le modifiche dello stile di vita e delle abitudini alimentari.

Referenze


– Barrea L, Marzullo P, Muscogiuri G, Di Somma C, Scacchi M, Orio F, Aimaretti G, Colao A, Savastano S. Source and amount of carbohydrate in the diet and inflammation in women with polycystic ovary syndrome. Nutr Res Rev. 2018 Dec;31(2):291-301. doi: 10.1017/S0954422418000136. Epub 2018 Jul 23. PMID: 30033891.


– Douglas CC, Gower BA, Darnell BE, Ovalle F, Oster RA, Azziz R. Role of diet in the treatment of polycystic ovary syndrome. Fertil Steril. 2006;85(3):679-688. doi:10.1016/j.fertnstert.2005.08.045


– Evidence-based guideline for the assessment and management of polycystic ovary syndrome. The Jean Hailes Foundation for Women’s Health on behalf of the PCOS Australian Alliance 2011


– Szczuko M, Zapałowska-Chwyć M, Maciejewska D, Drozd A, Starczewski A, Stachowska E. Significant Improvement Selected Mediators of Inflammation in Phenotypes of Women with PCOS after Reduction and Low GI Diet. Mediators Inflamm. 2017;2017:5489523. doi: 10.1155/2017/5489523. Epub 2017 Jun 5. PMID: 28655971; PMCID: PMC5474536.

Sitografia


https://spmsf.unipv.it/attachments/article/199/PCOS%20linea%20Nutrizionali%20HR%2024%20singola.pdf


https://www.educazionenutrizionale.granapadano.it/it/dieta-patologie/schede-sullalimentazione-per-patologie—adulti/dieta-per-ovaio-policistico—policistosi-ovarica/

AUTORE: Angelica Rossi Freelance e Biologa di Scienze Salute e Benessere

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