Chinesiologia Medical Prof. Giuseppe Sicilia

HOMO CELLULARIS

La dipendenza da social media  è deleteria anche per il collo: restare con lo sguardo incollato al cellulare può imprimere al tratto cervicale della colonna vertebrale un carico di 27 chili di pressione, il peso di un bambino di 7-8 anni. 
Uno studio di Kenneth Hansraj, primario di chirurgia spinale presso il New York Spine Surgery and Rehabilitation Medicine. 

NUTRIMOVIMENTO

Le scienze dello “Stile di Vita e de Benessere”

L’idea di sviluppare e approfondire questi temi sullo stile di vita e sul benessere, nasce dalla consapevolezza che per un frainteso senso del benessere, da qualche decennio, abbiamo staccato la spina con le nostre tradizioni e siamo stati travolti da un tecnicismo ( sicuramente importante per il progresso) ma, ci vede sempre più utilizzatori con tempi e modalità, che spesso sottraggono spazio da dedicare a noi stessi, alle relazioni e ai nostri cari. Il problema riguarda soprattutto i ragazzini e gli adolescenti con conseguenze abbastanza preoccupanti come analizzato dall’associazione medici pediatri.

Arrivano le Raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria.

Negli Stati Uniti il 92% dei bambini inizia ad usare dispositivi digitali già nel primo anno di vita e all’età di due anni li utilizza giornalmente. In Italia 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori.

“Da abitudine a dipendenza, il passo è breve. Anzi brevissimo. Questo è il rischio principale a cui vanno incontro adolescenti e preadolescenti, ormai sempre più precoci nell’uso di smartphone e tablet e sempre più connessi. Il principale rischio, ma non l’unico. 

Troppe ore chini sullo schermo possono far perdere ore preziose di sonno, irritare gli occhi, provocare dolori al collo e alle spalle, rendere distratti e disattenti. 

Non che internet e i social network siano del tutto negativi, anzi in alcuni casi possono rappresentare un aiuto per favorire le relazioni sociali con i coetanei, ma un’iperattività concentrata sugli smartphone può diventare dannosa per la salute psicofisica. A certificarlo sono una serie di recenti studi scientifici condotti in tutti il mondo, che la Società Italiana di Pediatria ha raccolto e esaminato in un Position Statement  in occasione del 75° Congresso Italiano di Pediatria”.

«L’impegno della Sip in questo ambito è e sarà sempre maggiore perché il nostro ruolo  è anche quello di mettere in guardia i genitori sui possibili effetti di una precoce ed errata esposizione ai media device durante l’infanzia. Ricordiamo ai genitori l’importanza del gioco per definire le abilità linguistiche, cognitive e socio-emozionali del bambino», conclude il Presidente Sip Villani.

Referenze

Kabali HK, Irigoyen MM, Nunez-Davis R, Budacki JG, Mohanty SH, Leister KP,  et al. Exposure and Use of Mobile Media Devices by Young Children. Pediatrics 2015;136:1044-1053.

– “Tecnologie digitali e bambini: un’indagine sul loro utilizzo nei primi anni di vita” a cura del Centro per la Salute del Bambino onlus e dell’Associazione Culturale Pediatri

“Ricordiamo ai genitori l’importanza del gioco per definire le abilità linguistiche, cognitive e socio-emozionali del bambino»

Partendo da questo consiglio, noi educatori per lo più docenti di scienze motorie, non possiamo che fare nostra  questa affermazione e tradurla in un impegno costante a partire dalla nostra famiglia, io dedico questa mia riflessione a mio nipote Lorenzo (sono diventato nonno da due mesi) e mi auguro di contribuire affinché possa crescere nel migliore dei modi.

Quando ero giovane docente, dopo una bella esperienza professionale presso l’asilo nido comunale come docente di scienze motorie, imparai(insegnando) come era meraviglioso per i piccoli allievi (3-5 anni), dopo una naturale incertezza…vedere affinare giorno dopo giorno le loro abilità motorie attraverso un percorso motorio di esercizi quali: camminare in quadrupedia, rotolarsi, per poi camminare su una linea e infine correre e superare un ostacolo.. un percorso motorio semplice per noi adulti, ma complesso per un bambino. Il bagaglio motorio  costruito in tenera età, rappresenta la banca dati dalla quale attingere ogni giorno per  realizzare adattamenti a stimoli che provengono dall’ambiente e dalla relazioni con altri bambini e adulti. Del resto il movimento è l’espressione vitale per eccellenza per permettere lo spostamento, la conoscenza di ciò che ci circonda, di quello che possiamo fare e della possibilità di relazione, ed è il motore del nostro comportamento perché implicato in ogni attività percettiva. Il contrasto alla sedentarietà, deve essere a mio giudizio, un primario obiettivo di tutte le organizzazioni scientifiche e culturali a partire dai Genitori. 

Analisi Istat 08/03/2017 a proposito della sedentarietà.

L’Italia nonostante i progressi resta ancora indietro rispetto all’Europa in quanto si colloca al terzultimo posto per numero di sportivi che seguono le linee guida del OMS: 150 minuti di attività fisica a settimana

Anche in questo caso le donne sono il fanalino di coda e l’Italia detiene la quarta posizione in Europa per il gap più elevato tra maschi e femmine nel seguire lo stile di vita salutare prescritto dalla OMS (con i 150 minuti di attività fisica).

La sedentarietà e l’eccesso di peso rappresentano un forte rischio di salute per il 52% degli adulti: insieme a fumo e consumo in eccesso di alcol sono fattori che sembrano quasi tramandarsi di padre in figlio perché la loro diffusione è maggiore tra i bambini e i ragazzi fino a 24 anni, figli di genitori che attuano tali comportamenti nocivi.

Noi Docenti di Scienze Motorie e operatori del benessere, dobbiamo adoperarci per contrastare la sedentarietà a tutti i livelli, soprattutto se è condita come spesso succede, da una malnutrizione e da un  uso improprio del telefonino.

AUTORE: Prof. Giuseppe Sicilia in collaborazione con Scienze Salute e Benessere

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